Corte di Giustizia: conclusioni dell’Avvocato Generale in tema di responsabilità dei social network.

In tema di responsabilità degli internet service provider, l’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espresso nel senso che:

- la direttiva 2000/31/CE non impedisce che un hosting provider che gestisce una piattaforma di social network, sia costretto, mediante un provvedimento ingiuntivo, a ricercare e ad individuare le informazioni identiche a quella qualificata come illecita dal giudice tra quelle diffuse dagli utenti della piattaforma;

- l’hosting provider può anche essere costretto a ricercare e individuare le informazioni equivalenti a quella qualificata come illecita, ma unicamente tra le informazioni diffuse dall’utente che ha divulgato l’informazione di cui trattasi;

- poiché la direttiva non disciplina la portata territoriale di un obbligo di rimozione delle informazioni diffuse tramite una piattaforma di social network, essa non osta a che un hosting provider sia costretto a rimuovere siffatte informazioni a livello mondiale;

- la direttiva non osta a che un hosting provider sia costretto a rimuovere informazioni equivalenti a quella qualificata come illecita qualora esse gli siano state segnalate dall’interessato, da terzi o da altra fonte, in quanto, in un caso del genere, l’obbligo di rimozione non implica una sorveglianza generale delle informazioni memorizzate.

(Conclusioni dell’Avvocato Generale presentate il 4 giugno 2019, causa C-18/18)