I chiarimenti della Corte di Cassazione in tema di reato di trattamento illecito di dati personali.

La Corte di Cassazione, con la sentenza depositata il 10 maggio 2019 n. 20013, ha chiarito che nel reato di trattamento illecito di dati (art. 167, Codice privacy) il profitto o il danno devono valutarsi solo come finalità perseguita dall'agente (dolo specifico), ma non devono necessariamente concretizzarsi. Il “nocumento all'interessato”, specifica la Corte, è integrato da qualsiasi tipologia di pregiudizio, patrimoniale e non, che abbia una rilevanza di natura giuridica.

la pronuncia riguarda l'art. 167 del Codice previgente, rimasto sostanzialmente invariato nella sua struttura in seguito alle modifiche operate dal D.Lgs. 101/2018.

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 13 marzo – 10 maggio 2019, n. 20013)