Covid 19: riconosciuti i benefici fiscali alle imprese cinematografiche anche in assenza di diffusione dei film nelle sale.

L’emergenza epidemiologica da COVID-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore cinematografico, dal punto di vista tanto della produzione (data la sospensione delle riprese) quanto della distribuzione (a causa della chiusura al pubblico delle sale).

Mentre per alcuni film l’uscita nelle sale - originariamente prevista durante il periodo di lockdown – è stata posticipata, altri sono stati messi a disposizione del pubblico in maniera alternativa, ad esempio attraverso piattaforme on demand.

Questa seconda scelta ha posto, tuttavia, le imprese cinematografiche in condizione di non poter usufruire dei benefici previsti dalla Legge 14 novembre 2016, n. 220 (consistenti essenzialmente in incentivi e agevolazioni fiscali attraverso lo strumento del credito di imposta), riservati alle opere cinematografiche.

Ai sensi della L. 220/2016, infatti, si considera “film” o “opera cinematografica” l’opera audiovisiva destinata prioritariamente al pubblico per la visione nelle sale cinematografiche. I parametri e i requisiti per definire tale destinazione (fissati dal D.M. 14 luglio 2017, n. 303, modificato dal D.M. 29 novembre 2018, n. 531), sono essenzialmente basati sulla circostanza che la fruizione in sala costituisca la prima modalità di diffusione del film e sul numero di proiezioni.

Per fare fronte alla situazione, il Ministero per il Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con decreto del 4 maggio 2020, n. 216 (modificato con decreto dell’11 giugno 2020, n. 279) ha stabilito che i requisiti previsti dal D.M. 14 luglio 2017 sono soddisfatti dalla diffusione al pubblico dell’opera attraverso un fornitore di servizi di media audiovisivi, ovvero attraverso editori home entertainment, per il periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 luglio 2020, al solo fine dell’ammissione dell’opera audiovisiva ai benefici che la legge 220/2016 riconosce alle opere cinematografiche.

(Decreto del 4 maggio 2020, n. 216)
(Decreto dell’11 giugno 2020, n. 279)