Gli atti del procedimento sanzionatorio di fronte al Garante privacy sono ostensibili in base al diritto d’accesso laddove sussiste un interesse alla tutela giurisdizionale in sede civile

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (TAR Lazio), con sentenza del 29 ottobre 2020, ha accolto la richiesta dalla società telefonica Iliad Italia S.p.A. di accesso agli atti in relazione al procedimento sanzionatorio del Garante per la protezione dei dati personali nei confronti di Telecom Italia S.p.A. (TIM).

Iliad aveva avanzato al Garante privacy una richiesta di accesso agli atti del procedimento concluso con l'adozione del provvedimento correttivo e sanzionatorio nei confronti di TIM, la quale era incorsa in molteplici violazioni degli obblighi in materia di trattamento dei dati personali nello svolgimento delle attività di marketing (consistenti nell’effettuazione di chiamate promozionali senza consenso a utenti di altri operatori concorrenti, tra cui Iliad). Le informazioni ivi contenute sarebbero servite ai fini del giudizio per concorrenza sleale instaurato nei confronti di TIM per la medesima condotta.

La richiesta era stata inizialmente rigettata dall’Autorità Garante che aveva evidenziato, tra gli altri motivi, la mancanza di un collegamento funzionale tra le condotte di Tim e l’azione civile avviata da Iliad  e l’assenza di documentazione – da parte di quest’ultima – sulla  concreta utilità che avrebbe ricavato dall’acquisizione della documentazione in questione. A fronte di tale rigetto Iliad presentava ricorso di fronte alla giustizia amministrativa.

Il TAR Lazio ha ritenuto in via preliminare che la richiesta di accesso risultasse correttamente motivata in relazione alla sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale da parte della società istante a conoscere le numerazioni mobili non afferenti a clienti TIM S.p.a. depurate – ove possibile – da ogni riferimento personale.

Le violazioni accertate dall’Autorità in capo a TIM, infatti, avrebbero consentito alla stessa di contattare telefonicamente clienti di altre società per la proposizione di offerte commerciali. L’interesse di Iliad consiste nella tutela della correttezza della dinamica concorrenziale e la legittimazione all’accesso deriva dalla violazione delle regole del mercato e della concorrenza che avrebbe determinato l’illecito inserimento dei clienti Iliad nelle campagne promozionali svolte da TIM.

Sul punto il TAR richiama la consolidata giurisprudenza in materia di accesso agli atti detenuti da autorità amministrative indipendenti in funzione c.d. defensionale, che non richiede di dimostrare la assoluta necessità degli atti richiesti ai fini della tutela dei diritti e interessi vantati, bensì stabilisce che il diritto d’accesso deve essere soddisfatto qualora sia dimostrata la connessione tra gli atti ai quali  si richiede accesso e il diritto da tutelare.

Di conseguenza, il TAR ha accolto il ricorso di Iliad e ordinato al Garante privacy l’ostensione degli atti richiesti.

(TAR Lazio, sentenza del 29 ottobre 2020)