I personaggi immaginari possono godere della tutela del copyright purché siano soddisfatti alcuni requisiti.

La Ninth Circuit Court of Appeals degli Stati Uniti d’America, con sentenza del 4 maggio 2020, si è pronunciata sui requisiti minimi richiesti affinché i personaggi immaginari siano tutelati dal copyright.

Oggetto della controversia erano cinque personaggi antropomorfi, caratterizzati ciascuno da un colore diverso, rappresentanti le 5 emozioni basilari: felicità, tristezza, rabbia, amore e paura. I personaggi, definiti “Moodsters”, erano stati creati da un’esperta di sviluppo infantile per realizzarne un progetto educativo: al fine di promuovere il progetto aveva preparato una presentazione in cui erano descritti i personaggi, l’ambientazione e i temi che avrebbe avuto intenzione di trattare. Successivamente, erano stati realizzati tra il 2007 e il 2013 un episodio pilota per uno show televisivo, una serie di libri e una linea di giocattoli.

Nel 2015 usciva nelle sale cinematografiche il lungometraggio animato della Disney, “Inside Out”, nel quale cinque personaggi antropomorfi caratterizzati ciascuno da un colore diverso rappresentavano le 5 emozioni basilari della protagonista: paura, rabbia, gioia, tristezza e disgusto.

La creatrice dei “Moodsters” aveva chiamato in causa la Disney affermando che i personaggi del film d’animazione fossero un plagio di quelli da lei creati e, di conseguenza, per vedersi riconosciuta protezione in base alla disciplina del copyright.

In primo grado erano state respinte le istanze dell’attrice, che quindi ha presentato appello. Investita della controversia, la Court of Appeals ha richiamato il precedente DC Comics v. Towle, secondo cui la protezione dei personaggi è ammessa purché siano rispettati i seguenti criteri: (1) il personaggio possiede qualità fisiche oltre che astratte, (2) il personaggio è sufficientemente delineato per essere riconoscibile ogni volta che appare e mostra tratti coerenti e caratteristiche identificabili, e (3) il personaggio è particolarmente distintivo e possiede alcuni elementi espressivi unici.

La Court of Appeals ha, quindi, evidenziato che nel caso in esame solo il primo requisito risulta soddisfatto. Nonostante avessero senza dubbio delle sembianze “fisiche” grazie al fatto di essere stati disegnati e descritti nell’apparenza, il tratto distintivo dei “Moodsters” è rappresentato dall’associazione tra un colore e l’emozione, elemento non originale e, pertanto, non tutelato. Inoltre i tratti espressivi dei personaggi sono generici come risultato del fatto che rappresentano un’unica emozione.

Di conseguenza i “Moodsters” non godono di tutela non avendo soddisfatto i requisiti previsti dalla disciplina sul copyright.

(Daniels v. The Walt Disney Co., No. 18-55635 (9th Cir. 2020))