Il marchio “Messi” è registrabile e non confondibile con il precedente marchio “Massi”.

La Corte di Giustizia, con sentenza resa il 17 settembre 2020 nelle cause riunte C-449/18 e C-474/18, ha riconosciuto la validità del marchio “Messi”, la cui domanda di registrazione era stata presentata dal noto calciatore Lionel Messi per prodotti di abbigliamento e articoli sportivi.

La domanda era stata oggetto di opposizione da parte del titolare del marchio anteriore “Massi” - registrato per prodotti appartenenti alla stessa categoria – che lamentava la sussistenza di un rischio di confusione tra i due segni ai sensi dell’art. 8.1 b) del Regolamento n. 207/2009 sul Marchio Comunitario (RMC), successivamente sostituito dal Regolamento n. 2017/1001.

In seguito alla conferma dell’opposizione da parte dell’EUIPO, il calciatore aveva presentato ricorso al Tribunale dell’Unione Europea, che lo aveva accolto escludendo il rischio di confusione.

La Corte di Giustizia ha confermato le conclusioni del Tribunale, condividendo l’assunto in base al quale la notorietà del calciatore in gran parte del territorio dell’Unione Europea è talmente elevata da consentire la netta distinzione – da un punto di vista concettuale – tra i marchi “Messi” e “Massi” e, di conseguenza, da escludere la confondibilità tra gli stessi.

Ad avviso della Corte, quindi, la notorietà del soggetto che richiede la registrazione del proprio nome come marchio è un elemento rilevante per valutare il rischio di confusione - al pari della notorietà del marchio anteriore – e può influenzare la percezione del segno da parte del pubblico di riferimento. 

(Corte di Giustizia, sentenza del 17 settembre 2020, cause riunite C-449/18 e C-474/18)