Il Tribunal Supremo spagnolo si pronuncia su originalità e paternità delle opere letterarie accademiche.

Il Tribunal Supremo spagnolo, il grado più alto di giurisdizione dell’ordinamento spagnolo, con la sentenza n. 20 del 16 gennaio 2020, è stato chiamato a decidere sui requisiti di originalità e sulla paternità di un’opera accademica, redatta da un dottorando sotto la direzione del docente relatore.

Al termine del corso di studi, la tesi di dottorato era stata pubblicata nell’archivio dell’università. Una parte del lavoro veniva riprodotta successivamente, in modo letterale, nel capitolo di un libro e come saggio all’interno di una rivista giuridica, entrambi a firma del relatore del progetto, senza preventiva autorizzazione da parte del dottorando e senza citarlo come autore del contributo.

Chiamato in giudizio per illecita riproduzione, il docente si è difeso affermando che la tesi di dottorato non era tutelata come opera letteraria in quanto carente di creatività, considerato che i concetti espressi non avevano alcun carattere di novità rispetto allo stato dell’arte della materia. Il docente ne rivendicava inoltre la paternità, avendo lui stesso presentato nel corso di una conferenza precedente i medesimi concetti, che erano stati soltanto elaborati dal dottorando all’interno della tesi.

Il Tribunal Supremo ha rigettato entrambi gli argomenti.

La Corte spagnola ha ricordato che nelle opere letterarie, comprese quelle accademiche, non è il contenuto scientifico descritto a definirne l’originalità, ma il modo in cui le idee sono elaborate.

La Corte ha poi affermato che non sussiste alcuna presunzione di paternità a beneficio del professore che dirige il progetto di ricerca di uno studente, sebbene un contributo del docente in questa tipologia di lavori sia innegabile che il dottorando venga influenzato  da idee e suggerimenti. Pur trattando tematiche già discusse pubblicamente dal docente, il ruolo di quest’ultimo non incide sulla paternità della tesi che rimane dell’autore materiale dell’elaborato.

Questa decisione è in linea con la precedente pronuncia n. 9297/2018 del Tribunale di Milano che, stante simili presupposti, aveva già riconosciuto come opera dell’ingegno creativa e originale una tesi di laurea redatta da uno studente, affermando che la sua riproduzione senza autorizzazione e senza menzione della paternità costituisce plagio-contraffazione.

(Tribunal Supremo sentenza n. 20 del 16 gennaio 2020)