La tutelabilità con il diritto d’autore di uno scritto tecnico redatto da un avvocato.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 10330 resa il 29 maggio 2020, ha escluso la tutelabilità con il diritto d’autore di un regolamento disciplinante un servizio di anticontraffazione predisposto da un avvocato per un proprio cliente e successivamente utilizzato da una diversa società senza il consenso dell’avvocato.

Mentre in primo grado la creatività del regolamento era stata riconosciuta, sia la Corte d’Appello di Venezia sia la Cassazione sono giunte a conclusioni opposte.

La possibilità di qualificare uno scritto come opera letteraria ex artt. 1 e 2 della Legge 633/1941 (l.a.) non è a priori esclusa dalla sua natura tecnica: di conseguenza, in astratto nulla osta a che uno scritto redatto da un avvocato possa essere protetto con il diritto d’autore (come ammesso da Trib. Torino, 4 dicembre 1995, in relazione a un testo contrattuale).

La protezione mediante il diritto d’autore è, tuttavia, subordinata alla sussistenza del carattere creativo richiesto per la generalità delle opere dell’ingegno: nel caso di specie la Corte ha ritenuto che lo scritto non fosse dotato di sufficiente creatività, in quanto trattavasi “di un testo giuridico standard di uso tecnico professionale funzionale al servizio di anticontraffazione”, consistente in mere indicazioni pratiche e funzionali elaborate senza alcuna peculiare creatività.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 10330 del 29 maggio 2020)