L’AGCM avvia istruttorie nei confronti dei principali fornitori di servizi di cloud computing.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), lo scorso settembre, ha avviato sei istruttorie nei confronti di alcuni tra i principali fornitori di servizi di cloud computing: Google (servizio Google Drive), Apple (servizio iCloud) e Dropbox.

I procedimenti riguardano presunte pratiche commerciali scorrette e l’eventuale presenza di clausole vessatorie nelle condizioni contrattuali predisposte dai fornitori.

Le istruttorie per pratiche scorrette verso Google e Apple riguardano la mancata o inadeguata indicazione, in sede di presentazione del servizio, dell’attività di raccolta e utilizzo dei dati forniti dall’utente a fini commerciali, nonché il potenziale condizionamento indebito dei consumatori (per utilizzare il servizio di archiviazione in cloud, essi non sarebbero in condizione di esprimere un consenso alla raccolta e all’utilizzo dei propri dati a fini commerciali). Verso Dropbox sono imputate queste e altre contestazioni, tra cui quella riguardante l’omissione della fornitura, con modalità chiara e immediatamente accessibile, delle informazioni relative al diritto di recesso dal contratto e all’esercizio del diritto di ripensamento.

In merito alle clausole vessatorie, i procedimenti ineriscono ad alcune condizioni contrattuali previste dagli anzidetti fornitori, tra cui la facoltà di sospensione e interruzione del servizio, l’esonero di responsabilità del fornitore in caso di perdita dei documenti archiviati in cloud e la possibilità di modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali.

(Comunicato stampa AGCM)