L’autorizzazione del Garante privacy sull’app Immuni.

Il Garante per la privacy, con provvedimento del 1° giugno 2020, ha autorizzato il Ministero della salute ad avviare il trattamento dei dati personali attraverso il Sistema di allerta Covid-19, che prevede l’utilizzo della app “Immuni”.

L’autorizzazione si basa su un’accorta analisi della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (c.d. DPIA) svolta dal Ministero della salute ed è stata rilasciata a patto che siano rispettate determinate prescrizioni, individuate anche in base alle apposite Linee guida del Comitato europeo per la protezione dei dati sull’utilizzo dei dati di localizzazione e degli strumenti per il tracciamento dei contatti nel contesto dell’emergenza COVID-19.

Per aumentare la consapevolezza e il controllo degli utenti, l’Autorità ha previsto che dovrà essere consentito a questi ultimi di disattivare temporaneamente l’app mediante una funzione facilmente accessibile dalla schermata principale, informando gli utenti su tale possibilità nel contesto dell’installazione dell’app. L’informativa privacy, inoltre, dovrà descrivere meglio le informazioni sulla possibilità di esercitare i diritti di cancellazione e opposizione; particolare attenzione, poi, dovrà essere prestata per l’informativa e i messaggi di allerta sul rischio di esposizione destinati agli utenti minori d’età (l’app, infatti, è utilizzabile anche dai minori ultra quattordicenni).

Per quanto riguarda le logiche di funzionamento dell’app, la valutazione del rischio di esposizione al contagio è calcolata mediante un algoritmo che tiene conto della durata del contatto e della distanza dei dispositivi mobili desunta dall’intensità del segnale bluetooth ricevuto dal dispositivo. Il Garante ha posto in evidenza che il Ministero non ha ancora individuato in modo puntuale i criteri epidemiologici di rischio, i modelli probabilistici su cui si basa l’algoritmo di esposizione al contagio e le altre informazioni connesse che il Ministero è obbligato a specificare in conformità a quanto stabilito dalla normativa che ha previsto il Sistema di allerta Covid-19 (d.l. n. 28/2020, art. 6). In merito, l’Autorità ha ordinato di provvedere a colmare queste lacune, sottolineando l’importanza di assicurare la massima trasparenza pubblica su tali criteri, anche allo scopo di garantire un idoneo scrutinio da parte della comunità scientifica.

Entro 30 giorni dal provvedimento di autorizzazione del Garante per la privacy, il Ministero della salute dovrà comunicare quali iniziative siano state intraprese per darvi attuazione. Nel frattempo, è stata avviata la fase di sperimentazione e l’app Immuni può essere scaricata e utilizzata.

(Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento del 1° giugno 2020)