Le offerte online sui siti web delle compagnie aeree devono mostrare tutti gli elementi di prezzo inevitabili e prevedibili.

La Corte di giustizia dell’Unione europea, con sentenza del 23 aprile 2020 nella causa C-28/19, ha stabilito che l’IVA, le tariffe per il pagamento con carta di credito e gli oneri di check-in online costituiscono elementi di prezzo inevitabili e prevedibili e, pertanto, devono essere indicati sin dalla prima pubblicazione delle offerte sui siti web delle compagnie aeree.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana (AGCM) aveva irrogato una sanzione a una compagnia aerea per pratiche commerciali scorrette perché, nell’indicare i prezzi dei voli sul proprio sito web, non specificava l’importo dell’IVA per i voli nazionali, gli oneri di web check-in e le tariffe applicate in caso di pagamento con una carta di credito diversa da quella prescelta dalla compagnia.

Investita del ricorso, la Corte di giustizia ha ricordato che la compagnia aerea ha l’obbligo di mostrare nelle sue offerte online, sin dalla prima indicazione del prezzo, la tariffa passeggeri nonché, separatamente, le tasse, i diritti e i supplementi inevitabili e prevedibili. Per contro, è soltanto all’inizio del processo di prenotazione che deve comunicare in modo chiaro e trasparente i supplementi di prezzo opzionali.

La Corte ha rilevato che l’IVA rappresenta un elemento di prezzo opzionale solo quando applicata ai supplementi facoltativi scelti dal passeggero, al contrario dell’IVA applicata alle tariffe dei voli nazionali che costituisce una imposta inevitabile. Per quanto concerne gli oneri di check-in online, devono essere qualificati come supplementi di prezzo opzionali solo se sussiste almeno un’opzione di check-in gratuito (come il check-in effettuato in aeroporto). Infine, la tariffa agevolata per i possessori della carta di credito prescelta dal vettore aereo riguarda solo una ristretta cerchia di acquirenti privilegiati, mentre per la maggior parte dei consumatori rappresenta un costo inevitabile.

Di conseguenza, la Corte ha stabilito che gli oneri connessi al check-in online dei passeggeri in mancanza di modalità alternative di check-in gratuito, l’IVA applicata alle tariffe dei voli nazionali nonché la tariffa per gli acquisti effettuati con una carta di credito diversa da quella prescelta dalla compagnia aerea, costituiscono elementi di prezzo inevitabili e prevedibili e,  in quanto tali, devono essere indicati nell’offerta iniziale.

Per contro, costituiscono elementi di prezzo opzionale gli oneri di check-in laddove sia prevista una modalità di check-in gratuito e l’IVA dei servizi supplementari facoltativi.

(Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 23 aprile 2020 nella causa C-28/19)