L’uso di sistemi di riconoscimento facciale per il controllo degli accessi nelle scuole è illegittimo

Il Tribunale amministrativo di Marsiglia, in data 27 febbraio 2020, si è pronunciato sull’illegittimità dell’utilizzo di sistemi di riconoscimento facciale per fini di controllo degli accessi nelle scuole.

Il caso riguarda due licei francesi (di Marsiglia e Nizza), autorizzati in via sperimentale a fare uso di sistemi di riconoscimento facciale in base a una delibera regionale. Accogliendo il ricorso della ONG “La Quadrature du Net”, il Tribunale ha giudicato il provvedimento regionale illegittimo in quanto contrastante con diverse norme del Regolamento (UE) 2016/679 (c.d. GDPR).

Anzitutto, il trattamento non avrebbe rispettato le condizioni per la prestazione di un valido consenso, posto che gli studenti, vista la relazione di autorità con le amministrazioni scolastiche, non sarebbero nella posizione di esprimere un consenso realmente “libero” e, come tale, valido ai sensi del GDPR. Il trattamento, inoltre, non avrebbe rispettato nessuna delle condizioni specificamente previste dalla normativa citata per il trattamento dei dati biometrici e, in ogni caso, risulterebbe in violazione dei principi fondamentali in materia di protezione dei dati, tra cui quello di minimizzazione. L’utilizzo di sistemi connotati da forte invasività, quali quelli di ricognizione facciale, sarebbe del tutto sproporzionato rispetto alla finalità di controllare gli accessi in un liceo, come già chiarito in precedenza dell’Autorità privacy francese, il CNIL.

Il Tribunale amministrativo di Marsiglia ha quindi disposto l’annullamento della delibera e sanzionato la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

(Tribunale amministrativo di Marsiglia, provvedimento del 27 febbraio 2020)