Sanzione di 7 milioni di euro a Google per violazione del diritto all’oblio

L’Autorità di controllo per la privacy svedese (Datainspektionen) ha comminato una sanzione di circa 7 milioni di euro a Google per mancato rispetto del diritto all’oblio.

Il caso, in particolare, riguarda il diritto alla deindicizzazione (delisting), cioè il diritto a ottenere che un motore di ricerca, in presenza di determinate condizioni (ad esempio, dati erronei), rimuova gli indirizzi web contenenti i dati personali del richiedente dai risultati individuabili mediante una ricerca. Nonostante gli ordini ingiunti dall’Autorità, infatti, Google in un’ipotesi non aveva provveduto alla completa rimozione degli indirizzi web interessati e in un’altra vi aveva provveduto con ingiustificato ritardo.

L’Autorità di controllo, inoltre, ha ritenuto illegittima la prassi di Google di comunicare le richieste di deindicizzazione (e l’identità delle persone che presentano le stesse) ai titolari dei siti web coinvolti, così consentendo a questi ultimi di ripubblicare i contenuti su altri indirizzi web, a loro volta facilmente individuabili tramite il motore di ricerca.

Per tutte queste ragioni, l’Autorità ha ritenuto che Google rendesse concretamente inefficace il diritto all’oblio e ha ordinato la cessazione della prassi descritta e il pagamento di una sanzione pecuniaria.

(Comunicato stampa Autorità di controllo per la privacy svedese)