Secondo l’Ufficio Europeo dei Brevetti le invenzioni concepite da sistemi di IA non sono brevettabili.

L’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), con due decisioni del 27 gennaio 2020, ha respinto le domande di brevetto per due invenzioni elaborate da un sistema di intelligenza artificiale denominato DABUS, in quanto non conformi alla Convenzione sul Brevetto Europeo.

Oggetto delle domande erano un contenitore per alimenti e un particolare dispositivo di segnalazione rispetto alle quali il richiedente aveva indicato come “inventore” il sistema di IA di sua proprietà, dichiarando di essere il legittimo titolare dei diritti patrimoniali sull’invenzione.

A fronte della richiesta dell’EPO di indicare una persona fisica quale inventore, il richiedente argomentava che se l’inventore è il soggetto che effettivamente concepisce l’invenzione, solo il sistema di intelligenza artificiale avrebbe soddisfatto tale requisito e la designazione di altro soggetto avrebbe dato vita a un’informazione non veritiera. Inoltre evidenziava che anche soggetti senza capacità di agire, quali i minori, possono essere qualificate come inventori.

L’EPO ha tuttavia respinto tali argomentazioni. In particolare ha evidenziato che lindicazione di DABUS quale inventore non fosse idonea a soddisfare il requisito di indicare il nome dell’inventore previsto dalla Convenzione sul Brevetto Europeo. Il “nome” di una persona fisica è da intendere, infatti, come un elemento della personalità giuridica, la cui indicazione nella domanda di brevetto è finalizzata a consentire all’inventore l’esercizio i propri diritti, tra cui quelli morali.

Allo stato attuale della politica legislativa sul tema, i sistemi di intelligenza artificiale sono privi di capacità giuridica e quindi non sono titolari di alcun diritto: di conseguenza, ai fini dell’indicazione dell’inventore in una domanda di brevetto, i nomi commerciali dati alle macchine non possono essere considerati equiparabili a quelli delle persone fisiche.

L’EPO ha quindi rigettato le domande di brevetto in quanto un sistema di intelligenza artificiale non possiede i requisiti necessari per rivestire la qualifica di inventore, senza verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti di brevettabilità delle invenzioni.

(Decisioni motivate del 27 gennaio 2020 relative alle domande di brevetto n. EP 18 275 163 e EP 18 275 174)