Violazione dei diritti d’autore su un’opera fotografica mediante riproduzione su capi di abbigliamento.

Il Tribunale di Milano, con sentenza resa il 23 aprile 2020, ha riconosciuto la violazione dei diritti d’autore su una fotografia che ritraeva un lupo ululante nel corso di una nevicata, riprodotta da uno stilista – senza il consenso del fotografo – su alcuni capi d’abbigliamento della sua collezione.

L’autore dello scatto chiedeva che venisse riconosciuta alla fotografia natura di opera creativa ex art. 2, n. 7, l.a, mentre la casa di moda riteneva che l’immagine avrebbe potuto eventualmente accedere alla più limitata tutela come fotografia semplice ex art. 87 l.a., i cui termini di protezione attraverso il relativo diritto connesso sarebbero comunque scaduti.

L’attribuzione a una fotografia dello status di opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore è subordinata alla sussistenza del carattere creativo, interpretato dalla giurisprudenza dominante in termini di “impronta della personalità dell’autore”, ossia come capacità di quest’ultimo di rappresentare la realtà in modo personale. In ambito fotografico, la creatività è stata individuata in elementi riconducibili sia alla fase che precede lo scatto (quali la scelta dell’ambientazione, della luce e dell’inquadratura) sia al momento esecutivo di realizzazione dell’immagine (ad esempio, la capacità di cogliere al volo le espressioni o gli atteggiamenti delle persone fotografate).

Nel caso di specie, il Tribunale ha riconosciuto il carattere creativo in base a una dettagliata analisi degli elementi caratterizzanti la fotografia, quali la capacità di aver colto l’animale quando era intento a ululare, la scelta di rappresentarlo in primo piano - attraverso una sfocatura dell’ambiente circostante - il sapiente uso del chiaroscuro e di giochi di luci e ombre, il contrasto generato tra i fiocchi di neve e la cromatura del pelo del lupo.